L' “Olio di Puglia” è Igp. La Commissione europea ha approvato la domanda d'iscrizione dell'Olio di Puglia nel registro delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP), un marchio che viene attribuito ai prodotti (agricoli o alimentari) con qualità e caratteristiche che dipendono dall’origine geografica, dalle varietà coltivate, dalle tecniche colturali e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un territorio specifico.

Il comitato scientifico della IGP OLIO DI PUGLIA nasce in seno all’Università di Bari nel 2015, con un team multidisciplinare costituito dalla prof.ssa Maria Lisa Clodoveo, docente di Tecnologie Alimentari presso il Dipartimento Interdisciplinare di Medicina, dal prof. Bernardo De Gennaro, docente di Marketing Agroalimentare e dal prof. Salvatore Camposeo, docente di Arboricoltura presso il Dipartimento di Scienze Agro-Ambientali e Territoriali, una terna di ricercatori del progetto COMPETiTiVE (Claims of Olive oil to iMProvE The markeT ValuE of the product) sostenuto da Ager e le cui finalità sono parte integrante del disciplinare.

L’IGP OLIO di PUGLIA è quindi un prodotto che si colloca nella gamma degli oli extravergini di oliva italiani  di alta qualità. Per produrlo è necessario partire da una materia prima, le olive delle cultivar Cellina di Nardò, Cima di Bitonto (o Ogliarola Barese o Garganica), Cima di Melfi, Frantoio, Ogliarola salentina (o Cima di Mola), Coratina, e Peranzana, Favolosa (o Fs-17) e Leccino. Tutte varietà presenti nel Salento già da qualche decennio e che consentiranno alla filiera, a cui è riconducibile il 12% del PIL agricolo, di sopravvivere alla pandemia della Xylella. Ma la materia prima da sola non basta, occorre l’ausilio di pratiche agricole e tecnologiche frutto dell’esperienza degli agricoltori e dei maestri oleari pugliesi, custodi delle tecniche tramandate aperti all’innovazione che sono alla base della qualità del prodotto.

La natura carsica di gran parte del territorio pugliese e condizioni ambientali uniche influenzano le fasi di inolizione e maturazione dei frutti:  stress termici ed idrici tipici di un ambiente mediterraneo inducono la sintesi di polifenoli, preziose molecole che fanno bene alla salute e che nei frutti contrastano la produzione di radicali liberi. I biofenoli (maggiori di 250 mg/kg all’atto della certificazione) sono riconoscibili per il loro gusto amaro e piccante e determinano quel valore salutistico che rappresenta una caratteristica qualitativa tipizzante e distintiva dell’IGP “Olio di Puglia”, che si contraddistingue per la freschezza del prodotto sottolineata in etichetta dalle date della campagna di raccolta delle olive, dell’imbottigliamento e confezionamento, che deve avvenire entro il 31 ottobre successivo alla molitura. E solo l’IGP “Olio di Puglia” ha un contenuto di bio-molecole che può superare, senza sforzo, il limite imposto dal claim dall’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare).

In una filiera da anni in crisi e falcidiata da scandali e frodi, l’IGP OLIO di PUGLIA  è un ulteriore strumento di tutela e garanzia per i consumatori che scelgono di premiare olivicoltori e frantoiani che producono rispettando regole, e controlli, stabiliti da un disciplinare. L’IGP è riconoscibile dal logo (foto di copertina) raffigurante un’antica moneta romana che personifica la strada Traiana, simbolo dell’unità regionale e del legame tra la Puglia e la filiera dell’olio.

 

Maria Lisa Clodoveo – Dipartimento interdisciplinare di Medicina – Università di Bari

I polifenoli sono tra i componenti più preziosi dell’olio extravergine di oliva: ne determinano l’ aroma fruttato, il gusto piccante e amaro, incidono sulla shelf life dell’olio e grazie al loro potere antiossidante sono considerate molecole salutari per eccellenza.  Determinare la quantità di polifenoli contenuti in un olio è importantissimo per tutti gli operatori della filiera, in quanto permette di gestire correttamente le fasi di lavorazione in modo da preservarne la più alta concentrazione possibile.

Si sono dati appuntamento a Roma nei primi due giorni di dicembre per scambiarsi conoscenze, innovazioni ed esperienze: sono gli “assaggiatori dell’olio” provenienti da tutto il mondo e che, in qualità di professionisti del settore quali produttori, frantoiani e buyer, sono impegnati nella tutela e valorizzazione dell’EVO (olio extravergine di oliva) di qualità.

Grande partecipazione di ricercatori e operatori del settore all'importante iniziativa della SISSG - Società Italiana per lo Studio delle Sostanze Grasse che, il 18 e 19 ottobre 2018 scorsi, ha organizzato  il Congresso “Oli e grassi. Qualità ed autenticità. Tecnologie e sottoprodotti”, all’Università di Bari Aldo Moro.

Dalle tecniche di neuromarketing, alle innovazioni industriali nella spremitura delle olive, dalla messa a punto di best practices di filiera, allo studio di proposte di detassazione degli oli extra vergini di oliva di alta qualità. Un approccio decisamente innovativo quello di  Claims of Olive oil to iMProvE  The markeT ValuE of the product – COMPETiTiVE, il progetto che Ager - Agroalimentare e ricerca - sosterrà con un finanziamento di 680.000 euro.

Una sessione speciale all’interno di GENP2018 per presentare alcuni risultati del progetto COMPETiTiVE, sostenuto da Ager, ottenuti nei primi diciotto mesi di studi e ricerche. E’ successo all’Università di Bari Aldo Moro durante il Green Extraction of Natural Products, il congresso internazionale che si è svolto il 12 e 13 novembre, dove sono stati presentati i più recenti progressi nel campo dei processi di estrazione sostenibili.

La nostra ricerca: Competitive

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I risultati di COMPETiTiVE all’incontro internazionale sull’estrazione green

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